Nefertari 1904-2014

Nefertari

PROMOTED BY

Italian Embassy in Cairo
Istituto Italiano di Cultura - Cairo
Ministry of Tourism
Egyptian Tourism Authority
Ministry of Antiquities
Supreme Council of Antiquities
Università della Tuscia – Viterbo (Italy)

SCIENTIFIC COMMITTEE
Edda Bresciani (Accademia dei Lincei)
Roberto Buongarzone (Università della Tuscia)
Giorgio Capriotti (Università della Tuscia)
Christian Greco (Museo Egizio di Torino)
Paolo Sabbatini (Istituto Italiano di Cultura – Cairo)

CURATOR
Roberto Buongarzone

THANKS TO
Museo Egizio di Torino
Getty Conservation Institute
Centro di Egittologia Francesco Ballerini
Archivio di Stato di Torino
Metropolitan Museum

SUPPORTED BY
Bank of Alexandria
BCube
Laboratoriorosso

PRODUCED BY
Laboratoriorosso

WITH THE COLLABORATION OF
Silvia Cruciani – Studio Frasi (Layout)
Immagina (Digital Prints)
Sandro Vannini (Photography)
Chiara Schertel – Studio Sandro Vannini (Digital postproduction)
Massimo Luciani – Studio Sandro Vannini (Digital postproduction)
Anthea Bulloch (Translations)

THANKS FOR COOPERATION TO
Janice Kamrin (Metropolitan Museum)
Catharina Roehrig (Metropolitan Museum)
Giacomo Lovera
Alberto Siliotti (Geodia)
Francis Amin
Giuseppe Moiso (Museo Egizio di Torino)
Neville Agnew (Getty Conservation Institute)
Anna Zagorski (Getty Conservation Institute)

Dopo l’esposizione “Nefertari, Luce d’Egitto” organizzata con grande successo a Roma e a Torino dalla Fondazione Memmo e dal The Getty Conservation Institute, che tra il 1994 e il 1996 fece conoscere i lavori di restauro della tomba finalmente riaperta al pubblico, questa mostra intende celebrare i 110 anni di una delle scoperte più importanti dell’archeologia italiana e non solo. La mostra ha un carattere documentario, mettendo per la prima volta a raffronto foto originali della scoperta della tomba con immagini precedenti e successive ai restauri del Getty Conservation Institute, e fa infine il punto sulla situazione attuale. Molte delle fotografie sono riprodotte in un formato prossimo al reale, permettendo così ai visitatori, per la prima volta, di vedere ingrandite le immagini di 110 anni fa a confronto con quelle attuali del fotografo Sandro Vannini. Un’operazione che consente di mettere in luce l’ingegno italiano al servizio del patrimonio culturale egiziano, dai primi restauri di Schiaparelli, attraverso le tecniche avanzate di restauro del gruppo Mora per “The Getty Conservation Institute”, fino alle foto ad altissima risoluzione che Laboratoriorosso oggi è in grado di produrre.

 
   
   



 Scala interna, parete ovest: un cobra alato protegge il cartiglio della regina che poggia su sul geroglifico di oro; le ali del serpente tengono il segno protettico Shenu, che egli indossa anche sulla prima spira. Al di sotto, il dio Anubi come sciacallo nero, “L’Imbalsamatore, il Grande dio che abita la Sacra Terra”, veglia una tomba. Egli indossa una fusciacca rossa e tiene un flagello Nekhakha tra le zampe posteriori.
  Camera del sarcofago, parete est: Capitolo 146 del Libro dei Morti: da sinistra, i guardiani del quinto, quarto e terzo cancello dei 21 del regno di Osiride, rispettivamente con testa umana, bovina e di coccodrillo, tutti con coltelli in mano.